TrincheBalk

Un papà urla contro di te

Le urla di un adulto non dicono quanto vali. Non devi affrontarlo da solo.

Fallo così

  1. Se ti senti al sicuro, continua a seguire il gioco.

  2. Racconta al mister le parole che hai sentito.

  3. Raccontale anche a un adulto di cui ti fidi.

Insulti, minacce o paura? Chiedi aiuto subito, senza aspettare la fine. Se il primo adulto non ascolta, cercane un altro.

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Le offese non sono colpa tua.

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Luis, il founder

Luis · il founder

C'è il padre di un tuo compagno che urla il tuo cognome da bordocampo?

Qui sotto c'è perché lo fa, cosa fare in campo, e a chi si dice. Non a tuo padre.

Cosa succede davvero

Quel signore usa il tuo cognome, ma il discorso non è con te.

Se suo figlio gioca poco, la colpa deve essere di qualcuno che non sia suo figlio. È toccato a te.

Quando lo capisci, quello che urla pesa diverso: diventa il rumore di uno che sta male per una cosa sua.

Dettaglio da pro

Scrivilo lo stesso giorno, sul telefono, con data e ora e la frase esatta. Non per denunciare nessuno, ma perché tra un mese ti chiederanno cosa ha detto di preciso e non te lo ricorderai, e senza quello resta la tua parola contro la sua.

Quel signore non sta parlando di te. Sta finendo un discorso su suo figlio.

Fallo ora, passo per passo

Cosa si fa, in ordine:

  1. In campo non rispondi. Zero, nemmeno un'occhiata verso la recinzione. Nel secondo in cui lo cerchi con gli occhi la partita gliel'hai già data
  2. A freddo, non a caldo e non nel parcheggio, lo dici una volta sola e in privato al mister o al dirigente
  3. Se lì non si muove niente, ogni società ha un responsabile safeguarding: chiedi in segreteria chi è e parla con quella persona

E se ti tocca, ti insulta o va avanti da settimane, quello non è tifo: si scrive, con la data e cosa ha detto.