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Ti cambiano e ti arrabbi

La rabbia va bene, è fuoco. Ma ti guardano dopo il cambio. Lì si decide tutto.

Fallo così

  1. Dai la mano al mister e siediti.

  2. Guarda chi è entrato: cosa fa meglio di te?

  3. Al prossimo allenamento dai tutto dal primo minuto.

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Il fuoco si porta in campo.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Ti cambiano, tiri un calcio alla borraccia e adesso ti vergogni?

Quel fuoco non è un difetto, è la cosa migliore che hai. Qui sotto trovi dove scaricarlo e come si giocano i tre giorni dopo il cambio.

Cosa succede davvero

Chi esce sorridendo, tutto contento che sia finita, ha già smesso di giocare e ancora non lo sa. Tu no, e si vede.

Ma quel calcio non è il momento in cui ti giudicano. Ti giudicano nei dieci minuti dopo: come ti siedi, se ti copri la faccia con la maglia, se resti girato o se guardi la partita.

Il fuoco lo vogliono tutti in squadra. Quello che nessuno vuole è uno che dalla panchina sparisce.

Dettaglio da pro

Quel calcio, se l'arbitro lo vede, è giallo anche se sei già fuori dal campo. E si somma a tutte le altre: le ammonizioni si accumulano, e prima o poi salti una partita per una borraccia. Osimhen è rientrato tre giorni dopo il Bologna e ha segnato: la rabbia era la stessa, il posto dove l'ha messa no.

Fallo ora, passo per passo

Dal fischio del cambio, in 3 mosse:

  1. I primi 10 secondi: mano al mister e ti siedi. La rabbia la tieni intera, non la sbatti per terra
  2. Il tempo che resta lo passi girato verso il campo, a guardare chi è entrato al tuo posto: cerca UNA cosa che oggi fa meglio di te. Una sola, e te la ricordi
  3. Al primo allenamento la scarichi tutta: primo scatto, primo contrasto, primi 20 minuti a tutta

Fallo per 4 cambi di fila. Il mister smette di chiedersi come reagisci e comincia a chiedersi quando rimetterti dentro.