Siete in pochi? Sera d'oro
In pochi la palla ti arriva il doppio. Il mister ti vede e ti corregge subito.
Fallo così
Quando ti corregge, rifai il gesto come ti mostra.
Manca uno in un ruolo? Di': lo faccio io.
Prova un passaggio col piede che usi meno.
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Luis · il founder
Allenamento di ottobre, fuori è già buio, e nello spogliatoio vi contate: siete in nove?
Qui sotto c'è perché non è una serata persa, e le tre cose da fare per portarti a casa quello che in un allenamento pieno non prendi.
Cosa succede davvero
La serata persa non è quella in cui siete in pochi. È quella in cui siete in pochi e ti alleni come se foste in venti.
In un allenamento pieno il mister passa buona parte del tempo a far girare il gruppo: le file, le squadre, chi entra e chi esce. Se ti corregge, il pallone per riprovarci ti arriva dieci minuti dopo, in un altro esercizio, e lui intanto sta guardando da un'altra parte.
In nove quel giro si chiude in trenta secondi. Ti dice cosa hai sbagliato, la palla torna da te quasi subito e lui è ancora lì. Una correzione diventa tua solo se la provi subito, davanti a chi te l'ha data, e in venti quel momento quasi non esiste.
Poi c'è il rovescio. Una sera così il mister la costruisce su chi trova. Se vede gente che ha voglia, alza il livello. Se vede facce da serata persa, torello lungo e tutti a casa presto, e la sera migliore del mese l'avete buttata voi.
Dettaglio da pro
Appena sali in macchina, scriviti sul telefono la correzione che ti ha fatto, con le sue parole e non con le tue. Il giorno dopo te ne ricordi metà, e al prossimo allenamento pieno nessuno te la ripete.
Se ce l'hai scritta, la porti tu dentro la sera in venti e la fai senza che lui debba dirtela. In venti il mister non ha il tempo di correggerti, ma una cosa la vede sempre: chi fa da solo quello che gli aveva detto una sera in cui eravate in nove. È lì che smetti di essere uno dei venti.
Fallo ora, passo per passo
Le tre cose, nell'ordine della serata:
- Quando ti corregge, il pallone dopo lo giochi esattamente come ti ha detto, anche se ti viene peggio di prima. Anzi, esagera: se ti ha detto di aprire il corpo, aprilo il doppio. In quel momento non ti sta chiedendo di riuscirci, sta guardando se l'hai presa. E se alla correzione rispondi spiegando perché l'avevi fatto così, la sera è finita lì: smette di correggerti e passa a un altro
- Quando fa le squadre per la partitella, in nove manca sempre qualcuno in qualche ruolo. Offriti tu per quel buco, e se puoi scegli quello che vorresti e non ti danno mai: copri un vuoto, non chiedi un favore. Una volta lì, la prima cosa che guarda non è il pallone: è se stai dove quel ruolo ti chiede di stare, senza che te lo debba dire. Non sta decidendo se sei un fenomeno, sta guardando se lì ci puoi stare
- Nella partitella stretta il pallone ti arriva il doppio delle volte: quei palloni in più non usarli per le giocate che ti riescono già. Prima del fischio decidi la regola della sera, una sola, e la tieni fino alla fine: ogni pallone che arriva dal lato del piede debole lo giochi col debole, oppure ogni volta che ricevi con uno addosso provi a girarti invece di scaricare dietro. Sbaglierai di più, ed è il posto giusto per farlo: in nove un errore costa un pallone, qualcuno ti dice subito perché, e il mister vede uno che lavora su una cosa precisa, non uno che sbaglia a caso. La domenica quella giocata non la provi mai proprio perché non l'hai mai sbagliata abbastanza
