TrincheBalk

Chiedi il piano prima della partita

Un ordine a ogni tocco ti spegne la testa. Il piano il mister lo ha già. Chiediglielo prima, tutto insieme.

Fallo così

  1. A fine allenamento, da solo: «Mister, su cosa mi concentro?»

  2. Poi stai zitto e ascolti. Non dirgli che urla troppo.

  3. Palla in gioco, occhi sul campo. Palla ferma, pollice su.

Ricorda

Il campo lo leggi tu.

Vuoi la scheda completa?

La trovi nella prima mail. Poi 4 consigli in 7 giorni e 3 schede a settimana: lunedì, mercoledì e venerdì. Gratis.

WhatsApp
Leggi la scheda completa
Luis, il founder

Luis · il founder

Il mister urla il tuo nome a ogni pallone, guardi la panca prima di ogni tocco, e dalla tribuna: sembri un burattino?

Qui sotto c'è la domanda senza che suoni come una critica: parole, momento, e cosa non dici.

Cosa succede davvero

Una domanda suona come una critica se dentro c'è lui. Se dentro c'è il piano, è una domanda.

«Perché mi urli sempre» parla della sua voce, e lì ti dice di no. «Su cosa mi concentro» parla della partita, e lì risponde: il piano ce l'ha già, lo sta urlando a pezzi, un pezzo a pallone. Tu glieli chiedi prima, tutti insieme.

Dettaglio da pro

A fine partita chiudi il giro, una frase: «Mister, quello che mi hai chiesto si è visto? Cosa aggiungo?» Da lì il piano arriva da solo. E di solito chi lo fa dal primo pallone si sente chiamare meno: urla a chi si gira, non a chi sta già facendo quello che ha chiesto.

Se urla lo stesso, lo ascolti, e non ti giri. Alla tribuna non rispondi: la partita non si gioca per loro.

Fallo ora, passo per passo

Come glielo chiedi:

  1. Il momento: in settimana, a fine allenamento, da solo, mentre raccoglie i palloni. Mai dopo una partita persa, mai davanti agli altri
  2. Le parole: «Mister, domenica su cosa mi concentro? Me lo tengo in testa dal primo pallone.» Poi stai zitto e ascolti. Domenica, prima di entrare, la domanda del video diventa un ripasso: «Mister, oggi mi concentro su quello che mi hai detto, giusto?»
  3. Cosa non dici: niente «sempre», niente «mi confondi», niente «tanto arrivi tardi». Non nomini la voce, la tribuna, i tuoi. Deve sentire uno che vuole il piano, non uno che lo discute

Palla in gioco, occhi sul campo. Palla ferma, un'occhiata, pollice su, e lo fai alla giocata dopo: come nel video.