Chiedi il piano prima della partita
Un ordine a ogni tocco ti spegne la testa. Il piano il mister lo ha già. Chiediglielo prima, tutto insieme.
Fallo così
A fine allenamento, da solo: «Mister, su cosa mi concentro?»
Poi stai zitto e ascolti. Non dirgli che urla troppo.
Palla in gioco, occhi sul campo. Palla ferma, pollice su.
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Luis · il founder
Il mister urla il tuo nome a ogni pallone, guardi la panca prima di ogni tocco, e dalla tribuna: sembri un burattino?
Qui sotto c'è la domanda senza che suoni come una critica: parole, momento, e cosa non dici.
Cosa succede davvero
Una domanda suona come una critica se dentro c'è lui. Se dentro c'è il piano, è una domanda.
«Perché mi urli sempre» parla della sua voce, e lì ti dice di no. «Su cosa mi concentro» parla della partita, e lì risponde: il piano ce l'ha già, lo sta urlando a pezzi, un pezzo a pallone. Tu glieli chiedi prima, tutti insieme.
Dettaglio da pro
A fine partita chiudi il giro, una frase: «Mister, quello che mi hai chiesto si è visto? Cosa aggiungo?» Da lì il piano arriva da solo. E di solito chi lo fa dal primo pallone si sente chiamare meno: urla a chi si gira, non a chi sta già facendo quello che ha chiesto.
Se urla lo stesso, lo ascolti, e non ti giri. Alla tribuna non rispondi: la partita non si gioca per loro.
Fallo ora, passo per passo
Come glielo chiedi:
- Il momento: in settimana, a fine allenamento, da solo, mentre raccoglie i palloni. Mai dopo una partita persa, mai davanti agli altri
- Le parole: «Mister, domenica su cosa mi concentro? Me lo tengo in testa dal primo pallone.» Poi stai zitto e ascolti. Domenica, prima di entrare, la domanda del video diventa un ripasso: «Mister, oggi mi concentro su quello che mi hai detto, giusto?»
- Cosa non dici: niente «sempre», niente «mi confondi», niente «tanto arrivi tardi». Non nomini la voce, la tribuna, i tuoi. Deve sentire uno che vuole il piano, non uno che lo discute
Palla in gioco, occhi sul campo. Palla ferma, un'occhiata, pollice su, e lo fai alla giocata dopo: come nel video.
