Il tuo amico è fermo per mesi
Si è fatto male al ginocchio e non gioca. I primi giorni scrivono tutti. Poi si dimenticano.
Fallo così
Mandagli il video della partita e chiedi cosa pensa.
Parlagli delle cose normali: scherzi, formazione, arbitro.
Chiedi ai tuoi di passarlo a prendere per la trasferta.
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È ancora uno di voi.
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Luis · il founder
Un tuo compagno si è rotto il crociato e tu hai smesso di scrivergli?
Non sei un amico falso. Qui sotto c'è perché succede quasi a tutti, e le tre cose che lo tengono dentro al gruppo.
Cosa succede davvero
I primi giorni gli scrivevano tutti. Poi è ricominciato il campionato.
Tu giochi la domenica, lui no, e ogni messaggio ti sembra un dovere. Il motivo vero è un altro: ti mette a disagio perché poteva toccare a te.
Federico Chiesa si è rotto il crociato il nove gennaio contro la Roma ed è tornato in campo il due novembre. Quasi dieci mesi. E il mese peggiore non è il primo, quando lo chiamano tutti: è il quinto, quando la squadra va avanti e lui è fermo allo stesso punto.
Dettaglio da pro
Il giorno che ti dice che ha ricominciato a correre, per lui vale come una vittoria, ma non c'è un risultato da commentare e non la festeggia nessuno. Festeggiala tu.
Quando rientra, i tempi li decidono il fisioterapista e il mister, non tu. Ma il giorno che lo rimettono in partitella senza limiti, non giocare a mezza velocità contro di lui: se ne accorge subito, e lo fa sentire ancora fuori.
Uno fermo da mesi non ha bisogno della tua pietà, ha bisogno di essere ancora un giocatore.
Fallo ora, passo per passo
Da questa settimana, tre cose:
- Smettila di chiedergli come sta. Alla ventesima volta lo tratta da malato e non sa più cosa risponderti. Mandagli il video dell'azione di domenica e digli cosa avresti fatto tu
- Tienilo dentro alle cose normali: il rigore non dato, le prese in giro, la formazione di domenica. Chi si ferma sparisce prima dalle chiacchiere che dal campo
- Ogni tanto passalo a prendere e portalo in trasferta con voi. Non chiederglielo per messaggio, passa sotto casa
