Quello che dice: non è colpa tua
Chi ti dà sempre ragione non ti fa crescere. Chi ti vuole aiutare ti dice cosa fare.
Fallo così
A chi ti consola chiedi: cosa potevo fare meglio?
Scrivi i consigli che puoi provare in campo.
Con chi trova scuse, non parlare di come giochi.
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Luis · il founder
Dopo ogni errore c'è sempre quello che ti spiega che non è colpa tua?
Qui sotto c'è perché lo fa, come lo riconosci in una settimana, e cosa te ne fai. Non è cattivo, è comodo.
Cosa succede davvero
Quello non ti sta consolando. Ti sta tenendo fermo.
In ogni gruppo i posti davanti sono contati, e se sali tu qualcuno scende. Chi ha più da perdere non ti attacca mai: ti dà ragione. Gli serve che tu abbia la scusa già pronta, perché finché la colpa è del mister o del campo tu non cambi niente. E chi non cambia niente resta dov'è.
Non lo fa con la testa. Gli viene.
Dettaglio da pro
Il cuscino non si smaschera davanti al gruppo, quella roba ti torna addosso in una settimana. Si svuota e basta: smetti di portargli i tuoi problemi. Ha bisogno di sentirti dire quanto stai male, e se smetti si sposta da solo su un altro.
Federico Dimarco è cresciuto nell'Inter e prima di diventare titolare ha giocato ad Ascoli, Empoli, Sion, Parma e Verona. Cinque squadre prima che quella fascia sinistra diventasse sua.
Fallo ora, passo per passo
La prova dei due nomi, da questa settimana:
- Dopo ogni tuo errore, appena rientri negli spogliatoi, segnati due nomi sul telefono: chi è arrivato con la giustificazione e chi ti ha chiesto cosa avevi visto. Una riga, senza giudicare
- A chi ti consola rispondi sempre la stessa frase: secondo te lì cosa dovevo fare? Chi ti vuole bene davvero ti risponde con una cosa da fare. L'altro cambia discorso in due secondi
- Dopo tre allenamenti rileggi la lista. Il nome che sta sempre dalla parte delle scuse te lo tieni come amico, non come consigliere: con lui parli di tutto tranne che di come giochi
