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Marca il loro dieci: arriva prima

Se parti quando parte la palla, arrivi tardi. Devi sapere prima dove va.

Fallo così

  1. All'inizio guarda dove va a prendere palla.

  2. Parti quando il compagno lo guarda, non sulla palla.

  3. Stagli di fianco, in piedi. Non entrare subito.

Allenati

In partitella scegli un avversario e stagli sempre vicino.

Ricorda

Arriva prima, non più veloce.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Il mister ti dà il loro dieci, e per tutta la partita arrivi un secondo dopo di lui?

Qui sotto c'è perché lo insegui invece di aspettarlo, e le tre cose per spegnerlo senza toccarlo.

Cosa succede davvero

Non arrivi tardi perché sei lento. Arrivi tardi perché parti quando parte il pallone.

Il dieci ha deciso dove ricevere tre secondi prima che il compagno gliela passi. Tu guardi il pallone, e quando parte il passaggio ti muovi: lui è già lì, e tu lo raggiungi da dietro. Da dietro il duello lo vince sempre chi ha la palla: un controllo, si gira, e sei fuori dall'azione.

Spagna 1982, Sarrià. Bearzot dà a Claudio Gentile un compito solo: Maradona. Tutti ricordano i ventitré falli. Quello che nessuno ti fa vedere è che Gentile era già nel posto dove Maradona voleva il pallone, prima che il pallone arrivasse. Maradona non ha segnato, l'Italia ha vinto due a uno.

Non lo spegni con le gambe. Lo spegni arrivando prima.

Dettaglio da pro

Il dieci non ti scappa quando la tocca. Ti scappa nei venti minuti in cui non la tocca. Il dieci che sparisce non si è spento, si sta spostando: ha capito dove lo aspetti e sta cambiando zona, dieci metri più in là, a cercarsi il buco che ancora non hai letto. E quei venti minuti sono esattamente quelli in cui il marcatore si rilassa, allunga la distanza, comincia a guardare la partita. Lì lo perde. Più tempo passa senza che la tocchi, più vicino gli devi stare.

La partita dopo l'Argentina, contro il Brasile, Bearzot ha dato a Gentile un altro compito: Zico. Gli ha strappato la maglia, ha preso il giallo e si è perso la semifinale per squalifica. Zico non ha segnato e l'Italia ha vinto tre a due, ma quel cartellino è il prezzo di chi rincorre. Se arrivi prima, non lo paghi.

Fallo ora, passo per passo

Come lo spegni, nei novanta minuti:

  1. Nei primi dieci minuti non lo attacchi, lo leggi. Non lui, le sue zone: dove va a chiedere palla quando la sua squadra la recupera. Viene incontro al suo centrale, si infila tra le linee dietro il vostro mediano, si allarga sulla fascia quando il suo terzino sale. Ognuno ha due o tre posti che ama e un momento preciso per andarci, e in dieci minuti te li ha già fatti vedere tutti. A te serve sapere dove sarà, non com'è fatto
  2. Il segnale per partire non è il pallone, è chi ce l'ha. Prima di servirlo lo cerca: gli occhi vanno sul dieci, le spalle si aprono dalla sua parte. Quello è il tuo via, e ti regala il secondo pieno che il passaggio ci mette a viaggiare. Quando la palla arriva tu sei già lì: di lato, dalla parte in cui vorrebbe girarsi, che è quella della vostra porta. Non dietro di lui, di fianco. Così l'unica cosa che gli lasci è ricevere spalle alla porta, e metà del duello l'hai vinta prima che lui tocchi il pallone
  3. Quando riceve spalle alla porta, non entrare. Resti in piedi, a un braccio, e conti fino a due: la palla torna indietro da sola. Il pallone lo rubi sul secondo tocco, quello con cui prova a girarsi, mai sul primo. Sul primo ha il corpo in mezzo, tra te e la palla: se entri prendi lui. Sul secondo, per girarsi, il corpo si apre e il pallone resta scoperto per un attimo. Quell'attimo è tuo