Il tiro a giro
Il tiro a giro curva verso la porta. Impara il tocco piano, con il mister.
Fallo così
Col mister, scegli dove far partire la palla.
Colpisci di lato, con la parte del piede vicino all'alluce.
Dopo il tocco, porta la gamba davanti al corpo.
- 1Prendi la rincorsa di lato
- 2Calcia di interno e accompagnala
- 3Va fuori dal palo, poi rientra
Ricorda
Prima il tocco, poi la forza.
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Luis · il founder
Dal vertice dell'area il tiro a giro non lo provi neanche, spari forte sul primo palo e il portiere para?
Qui sotto c'è perché il giro non è un dono, il piede d'appoggio, dove colpire la palla e l'esercizio per farlo tuo.
Cosa succede davvero
Il tiro a giro non è talento. È geometria.
Te l'hanno venduto come un dono, o ce l'hai nel piede o lasci perdere, e tu ci hai creduto al punto da non provarci più. Il problema non è il piede, è dove guardi. Se miri in porta la palla parte dentro, e la curva, che c'è sempre, te la consegna al portiere. Il giro si mira fuori: un punto oltre il secondo palo, e a rientrare ci pensa la palla.
Tredici settembre 1995, Champions, Borussia Dortmund-Juventus. Del Piero ha vent'anni, riceve sul vertice sinistro e invece della porta cerca quel punto fuori: palla nell'angolo lontano, e da quella sera quel gol si chiama come lui. Il piede c'entra dopo. Prima c'è un punto, scelto prima di calciare, e quello lo puoi scegliere anche tu.
Dettaglio da pro
Non tirarla forte. Il giro ha bisogno di strada per rientrare, e se la spari la curva non fa in tempo: esce dove l'hai mirata. Tre quarti di forza, e il portiere lo batti con il punto, non con la potenza. Dal vertice lui copre il primo palo, per questo la tua botta la trova sempre: per arrivare sul secondo dovrebbe scoprire il primo, e non lo fa mai.
E la parte difficile non è il piede, è la testa: mentre arrivi sulla palla l'istinto ti riporta a mirare dentro. Il punto lo scegli prima della rincorsa, e poi lo tieni, anche se per mezzo secondo la palla sembra andare fuori.
Fallo ora, passo per passo
Le tre cose, dal prossimo allenamento:
- Il piede d'appoggio va di fianco alla palla, un palmo indietro, con la punta che guarda il punto che hai scelto e non la porta. La rincorsa è in diagonale, tre o quattro passi, mai dritta: se arrivi dritto la palla parte dritta. Il braccio opposto largo, è lui che ti tiene in equilibrio
- La colpisci di interno collo, la parte tra l'alluce e il collo del piede, nella metà lontana dal piede d'appoggio e un dito sotto il centro. Caviglia bloccata, e non la spari: la accompagni, e la gamba finisce di traverso davanti al corpo. È il piede che avvolge la palla a farla girare, non la forza
- L'esercizio: a fine allenamento metti un cono o una borraccia un metro e mezzo fuori dal secondo palo, sulla linea di fondo. Dal tuo vertice, quello opposto al piede con cui calci, venti palloni. La palla deve passare fuori dal cono e rientrare: conta solo quelle. Quando arrivi a dodici su venti mettici il portiere, che è lì che ti torna la voglia di mirare dentro
