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Il piano è saltato? Rifallo piccolo

Un piano fatto quando sei carico salta nel giorno storto. Serve una versione piccola, per i giorni no.

Fallo così

  1. Scrivi una prova breve: per esempio, cinque passaggi al muro.

  2. Scegli quando farla, per esempio dopo aver posato la borsa.

  3. Segna una croce sul calendario quando l'hai fatta.

Allenati

Stasera scrivi la versione piccola. Ci vogliono cinque minuti.

Il riposo conta. Se sei stanco o hai dolore, fermati e dillo a un adulto. La salute viene prima della croce.

Ricorda

Un giorno saltato non è la fine.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Primo settembre hai giurato, due settimane perfette, e a ottobre di quel piano non è rimasto niente?

Qui sotto c'è perché è caduto il piano e non tu, e le tre cose per farlo arrivare fino a maggio.

Cosa succede davvero

Non ti è mancata la voglia. Ti è mancato un piano che regge i martedì storti.

Quel giuramento l'hai scritto nella versione migliore di te: domenica pomeriggio, riposato, con la settimana ancora tutta davanti. Poi la stagione vera arriva con la verifica di matematica, l'allenamento sotto la pioggia e il rientro alle dieci, e quel piano lì per quella sera non era stato costruito.

Il guaio però non è il buco. È la conclusione che ci tiri fuori un secondo dopo: se sono saltato una volta vuol dire che sono il solito. Con quella frase addosso il giorno dopo salti di nuovo, e il piano non muore per stanchezza, muore per la frase.

Dettaglio da pro

Il piano non si rompe il martedì che salti, si rompe il giorno che lo scrivi. L'hai scritto di domenica, riposato, e quella persona lì dentro la settimana non esiste. Riscrivilo una sera qualsiasi in cui sei distrutto: quello che sopravvive a quella sera è l'unico pezzo che arriva fino a maggio.

E per i primi dieci giorni non raccontarlo a nessuno. Dirlo ti dà il premio prima di aver fatto il lavoro, e da lì in poi la voglia di farlo davvero è già mezza spesa.

Paolo Maldini ha giocato venticinque stagioni nel Milan e ha smesso a quarant'anni, dopo aver esordito in Serie A a sedici. Venticinque stagioni non sono venticinque anni perfetti: sono venticinque anni in cui ha sempre trovato il modo di tornare.

Fallo ora, passo per passo

Le tre cose, da stasera:

  1. Cinque minuti, stasera: riscrivi il giuramento su due colonne, la versione normale e quella del peggior giorno possibile, col numero scritto accanto a tutte e due. Il numero della colonna storta lo scegli così basso da vergognartene, perché non serve ad allenarti, serve a non spezzare la catena. Se non lo puoi fare un martedì alle dieci di sera con la borsa ancora per terra, non è un piano, è un desiderio
  2. Agganciala a una cosa che fai comunque tutti i giorni, non a un orario. Appena appoggi la borsa, prima della doccia, dopo aver messo il telefono in carica. Durante la stagione gli orari si spostano ogni settimana, la borsa per terra no. E il giorno fatto lo segni con una croce su un calendario che vedi senza aprire niente
  3. Domenica sera, due minuti: conti le croci. Non ti chiedi se stai andando bene, guardi solo se c'è un doppio buco. Se c'è, abbassi la colonna normale finché non ce n'è più; se la settimana è piena, la alzi di un punto. A maggio non ci arriva il piano più duro, ci arriva quello che si è lasciato correggere