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Ti chiamano piagnone

Piangere non è una colpa. Puoi rispondere con calma, ma non sei tu a dover fermare le prese in giro.

Fallo così

  1. Se vuoi rispondere, di': sì, ci tenevo.

  2. Solo se ti senti al sicuro, di': adesso basta.

  3. Se continua, raccontalo al mister e a casa.

Spinte, minacce o paura? Vai subito da un adulto. Se non ascolta, cercane un altro. Non affrontare nessuno da solo.

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Puoi piangere e chiedere aiuto.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Hai pianto in campo dopo una finale persa, e adesso nello spogliatoio sei il piagnone?

Qui sotto c'è cosa fai se le battute continuano, e quando smetti di gestirla da solo.

Cosa succede davvero

Se ti prendono in giro, la colpa è di chi lo fa, non tua. Le lacrime non c'entrano.

Detto questo, una battuta vive di spettacolo. Se ti arrabbi o ti giustifichi, gli dai quello che cercano, e il giorno dopo la rifanno. Quello che di solito la spegne è la noia: stessa risposta corta, stessa faccia, finché non li diverte più.

Non sempre basta. E se non basta, non hai sbagliato tu: vuol dire che tocca a un adulto fermarli.

Dettaglio da pro

Guarda chi ride alla battuta senza farla. Di solito segue il più forte e non ce l'ha con te. Parlaci tu, di altro, fuori dal campo: basta che uno smetta di ridere e la battuta perde il pubblico.

E non sparire dal campo: alla partita dopo, la palla la chiedi tu, anche se sbagli. Messi ha pianto nel 2016 e di nuovo nel 2021 al Maracanà, dopo aver vinto. Stesse lacrime, e nessuna era da nascondere.

Fallo ora, passo per passo

Se continuano:

  1. La risposta resta quella: sì, ci tenevo. Ogni volta più corta. Alla terza basta un sì e torni a quello che facevi. Niente rabbia, niente spiegazioni
  2. Di solito comincia sempre lo stesso. Se ti senti al sicuro, prendilo da parte prima dell'allenamento, senza pubblico: la battuta l'ho capita, adesso basta. Dieci secondi, a voce normale.
  3. Se si ripete, finisce in chat o ti toglie la voglia di andare al campo, dillo subito al mister e a casa, senza aspettare settimane. Non è fare la spia: lo spogliatoio è suo, e deve saperlo. Se non ti ascoltano, cerca un altro adulto. In chat fai gli screenshot. Spinte, minacce o paura: chiedi aiuto subito, e se sei in pericolo chiama il 112