Ti chiamano lecchino
Il lecchino chiede per sé. Tu chiedi come si gioca meglio. È il contrario.
Fallo così
Chiedi al mister una cosa, da solo, alla fine.
Se ti sfottono, resta calmo e vai a cambiarti.
La settimana dopo chiedi ancora. Non mollare.
Se le battute non finiscono mai, dillo al mister e a casa.
Ricorda
Chi chiede, impara.
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Luis · il founder
Due minuti a chiedere una cosa al mister, e il giorno dopo nello spogliatoio sei il lecchino?
Qui sotto c'è la domanda da fargli domenica, e la frase esatta per chi te lo ridice.
Cosa succede davvero
Il lecchino chiede per sé: minuti, maglia, e lo fa davanti a tutti, perché vuole farsi vedere. Tu hai chiesto come si marca il loro esterno, a fine allenamento, da solo. È il contrario.
Lo sfottò regge finché ti fa stare zitto. Chi smette di chiedere gli ha dato ragione, e domenica marca peggio di prima.
Dettaglio da pro
La domanda buona parte da una cosa che hai già provato. Non come si marca l'esterno, ma: ho provato a stringere e mi ha saltato, dovevo aspettare? Così lui vede che ci hai pensato, e la risposta te la ricordi.
E se le battute si ripetono, finiscono in chat o ti tolgono la voglia di andare al campo, non è più uno sfottò: dillo subito al mister e a casa. Se non ti ascoltano, cerca un altro adulto. Minacce, spinte o paura: chiedi aiuto subito.
Fallo ora, passo per passo
Le parole, da domenica:
- La domanda, a fine partita, mentre raccoglie i palloni: mister, sul loro esterno dovevo stringere prima o aspettarlo? Una sola, sul lavoro, mai sui minuti. Risponde in trenta secondi. Se avete perso, la tieni per martedì
- Quando te lo ridicono: e tu lo sai come si marca il loro esterno? A voce normale, senza ridere e senza alzarla, e torni a cambiarti. Se dice no, rispondi: appunto. Se ride, non la ripeti
- La settimana dopo la domanda la rifai. Sempre una, sempre sul lavoro. Non aspetti che smettano per tornare a chiedere: il mister intanto vede chi vuole imparare
