Con la pettorina gialla gioca forte
Il giovedì il mister guarda te. Vuole vedere se fai sudare i titolari.
Fallo così
Prendi la pettorina senza faccia storta.
Passa semplice, non regalare la palla.
Se la perdi, vai subito a riprenderla.
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Il giovedì è la tua domenica.
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Luis · il founder
Partitella del giovedì, e la pettorina gialla è toccata a te, dalla parte di quelli che domenica non giocano?
Qui sotto c'è cosa sta guardando davvero il mister in quella partitella, e le tre cose che guarda in chi ha la pettorina addosso.
Cosa succede davvero
A settembre quella pettorina non è una risposta. È una domanda.
I titolari il mister li conosce già, non gli serve il giovedì per guardarli. Il giovedì guarda l'altra parte: chi gli rovina la partitella, chi fa sudare la squadra che domenica gioca.
E quasi tutti quelli con la pettorina fanno l'opposto. Leggono lì la stagione intera, giocano col freno a mano tirato, e senza accorgersene gli confermano che aveva ragione lui. Non è che ti ha bocciato: gli hai dato ragione tu.
La pettorina a settembre è un provino. Solo che nessuno te lo dice.
Dettaglio da pro
Il provino comincia due minuti prima del fischio, quando distribuisce le pettorine. Chi la prende con la faccia storta gli ha già detto tutto. Prendila senza fare una piega, e al fischio la prima cosa che fai è andare addosso a chi ha palla.
Götze la finale del Mondiale 2014 l'ha guardata dalla panchina per ottantotto minuti. È entrato al posto di Klose, e il gol che ha deciso il Mondiale l'ha fatto lui.
Fallo ora, passo per passo
Le tre cose che guarda, da giovedì:
- I palloni che regali. Con la pettorina viene la voglia di fare la giocata per farsi vedere, e lì regali il pallone. Il mister il giovedì quelli persi se li ricorda, i belli no: passaggio semplice, primo controllo pulito, uno-due. Tre palloni regalati in un quarto d'ora e gli hai già dato la risposta
- I tre secondi dopo che lo perdi. Succede, e non è quello che segna. Lì il mister non guarda solo la corsa, guarda anche la faccia: niente sguardo verso di lui per fargli capire che non era colpa tua, la faccia resta quella di prima. E in partitella il campo è corto, non c'è nessun contropiede lungo da rincorrere all'indietro come la domenica: chi te l'ha tolta ce l'ha a due metri da te e non ha ancora alzato la testa. Gli vai addosso in quel momento lì, e non lo lasci respirare finché non la butta via. Quasi nessuno con la pettorina lo fa, per questo se lo ricorda
- I minuti in cui la palla non è dalla tua parte. In un quarto d'ora di partitella dalla tua parte ci passa tre minuti scarsi, e quei tre il mister se li salta: col pallone addosso sembrano svegli tutti. Ti guarda negli altri dodici, quando non c'è niente da dimostrare e credi che non ti stia guardando nessuno. Lì o ti fermi con le mani sui fianchi ad aspettare che torni, o continui a muoverti insieme al gioco anche senza toccarla. Non è correre a vuoto: sono due o tre passi ogni volta che il gioco si sposta, per essere già messo bene quando torna invece di partire da fermo. E quei dodici minuti la domenica non te li guarda nessuno: la domenica ha undici in campo e un risultato da portare a casa. Il giovedì ha te
