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Tira di punta quando non hai tempo

Di punta la palla parte subito. Il portiere non fa in tempo.

Fallo così

  1. Palla sotto i piedi e uno addosso? Punta.

  2. Caviglia dura, colpisci al centro della palla.

  3. Tira basso e forte.

Guarda il disegno
  1. 1La palla arriva, lui ti sta addosso
  2. 2Tira di punta, subito
  3. 3Bassa e forte

Allenati

Spingi la palla di punta, piano, lungo il campo. Trenta tocchi.

Ti fa male il dito del piede? Fermati e dillo a un adulto.

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Veloce batte forte.

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Luis, il founder

Luis · il founder

In area, con uno addosso, ti sistemi la palla per calciare di collo e quel tocco in più te la porta via?

Qui sotto c'è perché il tiro che ti hanno vietato è il più veloce che hai, quando si usa, e come colpire senza farti male al piede.

Cosa succede davvero

Di punta non tirano quelli che non sanno calciare. Tirano quelli che non hanno tempo.

Per calciare di collo la gamba deve andare indietro e poi tornare, e prima ancora devi sistemarti la palla sul piede giusto. Sembra niente: è quasi un secondo. In area quel secondo non ce l'hai, e mentre te lo prendi il difensore ci arriva.

Di punta non c'è niente da preparare. La gamba parte corta, da dove sta il piede, e la palla è già partita: meno strada fa il piede, meno tempo ha chi ti marca per chiudere e meno ne ha il portiere per sistemarsi.

Nel calcio a cinque è un tiro normale, e non perché lì siano scarsi: lì il tempo non c'è mai, e hanno smesso di fare finta che ci sia.

Il tocco in più che fai per sistemarla di collo non è tecnica. È una regola della scuola calcio che ti porti dietro da dieci anni, e in area la paghi ogni domenica.

Dettaglio da pro

La punta si decide prima, mentre la palla è ancora in viaggio verso di te. Decidi lì che se ti arriva sotto o addosso la tocchi e basta, e poi non ci ripensi. Chi aspetta di averla sotto i piedi per scegliere è in ritardo di mezzo secondo, e mezzo secondo in area è esattamente il tempo che serve al difensore per infilare la gamba.

Semifinale del Mondiale 2002, Brasile-Turchia. Ronaldo prende palla a sinistra, salta un contrasto e punta l'area: non si mette comodo, la tocca di punta in diagonale e la mette all'angolo. Uno a zero, il suo sesto gol di quel Mondiale, e il Brasile va in finale.

Fallo ora, passo per passo

Quando e come, dal prossimo allenamento:

  1. Quando: la palla ti arriva sotto o un passo davanti, con l'uomo addosso, e per tirare di collo dovresti toccarla ancora. Quel tocco è il segnale: lì si va di punta, subito, sul primo appoggio. Se hai la palla ferma e un metro di spazio, no: lì il collo è più preciso e il tempo ce l'hai. Il tiro va rasoterra e forte, sul sintetico bagnato di queste settimane ancora di più: la palla non frena, e il portiere si aspetta il tempo del collo e non è ancora giù
  2. Come colpire: caviglia bloccata, piede duro, dita strette dentro la scarpa come se dovessi dare un calcio a una porta chiusa. Colpisci con la punta della scarpa al centro del pallone, mai sotto: sotto la alzi, e sotto c'è il terreno. La gamba non si carica, parte da dove sta e si ferma subito dopo l'impatto, come un pugno corto. Il piede d'appoggio accanto alla palla, non un passo indietro come per il collo
  3. Senza farti male: prima di portarla in partita, trenta tocchi di punta a palla ferma, piano, attraversando il campo in lungo: la spingi rasoterra, la raggiungi dove si è fermata e ricominci. Niente porta e niente bersaglio, servono solo a trovare il punto della scarpa e a insegnare alla caviglia a stare dura. Se la palla si alza hai colpito sotto il centro; se il giorno dopo ti fa male l'alluce hai colpito con le dita e non con la punta della scarpa, e in tutti e due i casi riparti più piano. Poi in partitella, ogni volta che in area ti viene da sistemarla, punta senza pensarci. Tre a partitella per due settimane, e diventa tua