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Ne arriva un altro che non vedi

Il tuo uomo smette di venirti addosso? Aspetta un amico. Passa prima che arrivi.

Fallo così

  1. Prima di ricevere, cerca il secondo avversario verso il centro.

  2. Passa al compagno libero prima che arrivi il secondo.

  3. Dopo il passaggio riparti e chiedi la palla.

Ricorda

Palla via prima che arrivi il secondo.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Sulla fascia il tuo uomo smette di venirti addosso, sembra fatta, e mentre lo punti ne arriva un altro che non avevi visto?

Qui sotto c'è come leggere il raddoppio prima che arrivi, perché passarla indietro non è paura, e le tre cose per lasciarli in due con niente in mano.

Cosa succede davvero

Quello che smette di attaccarti non ha mollato. Ha cambiato lavoro.

Finché ti viene addosso difende da solo, e l'uno contro uno te lo giochi. Quando smette di andare sulla palla e si mette a correrti di fianco, non sta più cercando di prendertela: sta decidendo dove la porti tu. Ti accompagna verso il compagno, e il compagno arriva dal lato che non guardi, perché con uno addosso gli occhi stanno sul pallone.

Il cambio lo vedi dalle anche. Finché attacca le ha girate verso di te; quando comincia ad accompagnarti si girano nella tua stessa direzione e corre di lato. Da lì in poi ogni tocco che fai è tempo regalato al secondo.

Per questo la palla che torna al terzino ti sembra paura, e non lo è. Il raddoppio è una scommessa: due dei loro sulla stessa palla vuol dire uno in meno da un'altra parte. Se il pallone se ne va prima che il secondo arrivi, hanno spostato due uomini per niente, e adesso i fuori posizione sono loro.

Dettaglio da pro

Il raddoppio si sente prima di vederlo. Quasi mai il primo smette di attaccarti di testa sua: di solito smette perché qualcuno gli ha detto di aspettare. Nelle giovanili lo urlano, e forte: tienilo, arrivo, non entrare. Quella voce dalla parte del campo che non guardi vale quanto il segnale del video, e ti arriva mezzo secondo prima.

E c'è una cosa che nessuno ti dice, cioè cosa succede dopo. Fagli arrivare il raddoppio a vuoto un paio di volte, e spesso alla terza il primo ricomincia ad attaccarti da solo: il compagno che lo aiutava si è stancato di correre per niente, o il mister l'ha rimandato al suo posto. Lì sì che l'uno contro uno è vero, ed è il momento di puntarlo. Il dribbling non l'hai buttato: l'hai solo spostato al momento in cui ti conviene.

Fallo ora, passo per passo

Le tre cose, dalla prossima partitella:

  1. Prima di ricevere, un'occhiata verso il centro. Mentre il pallone viaggia verso di te giri la testa dentro il campo e cerchi chi dei loro è più vicino dopo il tuo uomo: di solito la loro mezzala, o l'ala che torna indietro. È lui il secondo. Così quando il primo cambia lavoro non devi scoprire da dove arriva il secondo: lo sai già, e decidi subito
  2. L'uscita la prepari prima di puntare, non dopo. Il terzino a sei metri del video non c'è per caso: prima di partire nell'uno contro uno controlla che sia dietro di te, in linea o un po' più largo, a un passaggio pulito. Se non c'è chiamalo tu, col nome, prima di ricevere. E se dietro non hai nessuno non puntare: giocala subito dentro, al compagno più vicino, prima che lui smetta di venirti addosso. Fermarti ad aspettare con la palla al piede è proprio il regalo che il secondo sta aspettando. Un uno contro uno senza uscita è una palla persa che ancora non lo sa
  3. Dopo lo scarico non restare a guardare. Hai due secondi in cui i due che ti chiudevano sono girati verso il terzino: tu riparti subito, alle spalle del primo, lungo la linea, e chiedi la palla di prima. Se invece restano tutti e due su di te, guarda dall'altra parte e di' al terzino di cambiare gioco: il lato opposto l'hanno lasciato scoperto

In partitella tieni due numeri: le palle perse con due addosso e quelle che hai dato via dopo il segnale. Quando sale il secondo, il primo scende da solo.