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Giochi contro la tua ex squadra

Se giochi con rabbia, non giochi a calcio. Gioca il tuo ruolo e basta.

Fallo così

  1. Scrivi tre cose del tuo ruolo da fare bene.

  2. Al primo errore, torna al tuo posto. Non protestare.

  3. Saluta il vecchio mister solo a fine partita.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Domenica giochi contro la tua ex squadra e da quando è uscito il calendario ci pensi ogni sera?

Qui sotto c'è perché è la partita più facile da perdere, e le tre cose da scrivere sul foglio, ruolo per ruolo.

Cosa succede davvero

Non la perdi perché sei scarso. La perdi perché per novanta minuti non stai giocando a calcio.

Chi gioca per la rivincita gioca contro delle persone: il mister che ti ha lasciato andare, i due che non ti scrivono più. E contro le persone non si gioca di ruolo, si gioca di rabbia: ogni pallone diventa un conto da chiudere invece di una giocata da fare, e un conto da chiudere lo giochi sempre col doppio della cattiveria e la metà della lucidità.

Higuaín, novembre 2018. Col Milan ha giocato contro la Juventus che l'aveva mandato via dopo l'arrivo di Ronaldo: si è fatto parare un rigore da Szczesny, è stato espulso per doppio giallo ed è uscito dal campo in lacrime. Il Milan ha perso 0-2. Non gli mancava il carattere, gli mancava una partita da giocare.

Dettaglio da pro

Il tuo vecchio mister quella partita la guarda in un modo solo, cerca l'errore che gli dà ragione. Un fallo di nervi glielo regala in dieci secondi. Novanta minuti di ruolo fatto bene non li può commentare, e sono l'unica cosa che si porta a casa.

E il saluto: prima del fischio non cerchi nessuno, né lui né la loro panchina. Lo saluti a fine partita, una stretta di mano e via. Chi va a cercare lo sguardo del mister nel riscaldamento la testa l'ha già persa lì.

Fallo ora, passo per passo

Le tre cose sul foglio, ruolo per ruolo. Sono i tre momenti in cui quella partita si perde, e per ognuno c'è quello che il tuo ruolo deve fare. Le scrivi il lunedì, le alleni martedì e giovedì, domenica le rileggi in spogliatoio e per novanta minuti esistono solo quelle:

  1. I primi venti minuti, quando la voglia di fargliela vedere è al massimo. Difensore: nessun fallo nella tua metà campo, e il primo contrasto lo fai in piedi, mai in scivolata. Centrocampista: l'occhiata la fai prima che la palla arrivi e il primo tocco va dove non c'è l'uomo. Attaccante: il primo pallone lo proteggi e lo scarichi semplice, non provi a saltare nessuno. Portiere: piedi fermi sul tiro
  2. Dopo il primo errore, tuo o di un compagno. Difensore: il primo movimento è la posizione, non la testa girata a cercare chi ha sbagliato. Centrocampista: i primi cinque metri di rincorsa sono tuoi, prima di qualsiasi protesta. Attaccante: ne chiedi subito un'altra, a voce alta. Portiere: la palla in mano diventa una ripartenza pulita, non un lancio di rabbia
  3. L'ultima mezz'ora, quando la partita si scalda. Difensore: il loro attaccante ti parla e ti cerca il braccio, e tu non rispondi né con la bocca né col braccio: la spazzi quando serve e da dietro non inventi niente. Centrocampista: il pallone facile lo giochi facile, anche quando ti brucia giocarlo. Attaccante: ogni palla lunga la attacchi anche quando sembra persa, perché il loro difensore aspetta solo che tu molli. Portiere: esci solo sui palloni che sono tuoi, non su quelli che vorresti fossero tuoi

Domenica sera il foglio lo rileggi riga per riga, oppure lo passi a chi era a bordo campo per te e gli chiedi se le ha viste. Si può perdere e aver giocato la tua partita lo stesso, e l'hanno vista anche dall'altra parte, il mister per primo.