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Hai dimenticato i calzettoni fortunati

Tre gesti brevi ti aiutano a iniziare. Ne salti uno? Puoi giocare lo stesso. Il rito non decide la partita.

Fallo così

  1. Scegli tre gesti brevi, come entrare col piede sinistro.

  2. Falli nello stesso ordine prima di giocare.

  3. In allenamento, cambia l'ordine e gioca lo stesso.

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In campo vai tu, non il rito.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Hai dimenticato i calzettoni fortunati e la partita ti sembra già storta prima del fischio?

Qui sotto c'è perché ti succede, e come costruirti un rito che a casa non lo puoi dimenticare.

Cosa succede davvero

Il rito non è il problema. Il problema è quanto ci appoggi sopra.

Un rito serve a una cosa sola: dirti che è ora, e metterti dentro la partita. Fin lì funziona, e ce l'hanno quasi tutti. Il guaio è quando diventa una condizione: se c'è, gioco; se manca, è finita. Da quel momento in campo non giochi, cerchi la prova che andrà male. E la trovi sempre, perché il primo pallone storto lo sbagliano tutti, anche quelli con i calzettoni giusti.

Francia novantotto. Laurent Blanc, prima di ogni partita, bacia la testa pelata di Fabien Barthez. Lo fa anche prima della semifinale con la Croazia. Espulso, salta la finale, e la Francia la vince senza di lui. Il bacio l'aveva dato lo stesso. In campo ci è andato lui, non il bacio.

Dettaglio da pro

Se un pezzo della sequenza salta, non ricominci da capo, vai avanti col pezzo dopo. Un rito che deve essere perfetto è già diventato un oggetto, e da lì in poi ti comanda lui.

Kolo Touré doveva sempre entrare in campo per ultimo. Arsenal e Roma, Champions 2009: Gallas era ancora dentro a farsi curare, Touré lo aspetta, e l'Arsenal ricomincia il secondo tempo in nove. Quando finalmente entra, ammonito, perché l'ha fatto senza il permesso dell'arbitro. Il rito aveva iniziato a giocare al posto suo.

Fallo ora, passo per passo

La tua sequenza, da costruire questa settimana:

  1. Tre gesti che hai addosso sempre, zero oggetti: la scarpa sinistra allacciata per prima nello spogliatoio, un saltello a piedi uniti prima di entrare, il primo passo dentro il campo col piede che decidi tu. La differenza non è il calzettone: tirarteli su è un gesto, ce l'hai sempre addosso; il paio fortunato è un oggetto, e un oggetto può restare in un cassetto
  2. Ogni gesto ha il suo momento e l'ordine non cambia mai, ma nessuno dei tre ti prende più di dieci secondi. La sequenza non si aggiunge alla giornata, segue la strada che fai comunque: spogliatoio, bordo campo, linea bianca. Se per farla devi rubare mezz'ora, non è un rito, è ansia con un altro nome
  3. Una volta a settimana, in allenamento, falla apposta sbagliata: salti un pezzo o cambi l'ordine, ed entri lo stesso. Poi guarda come hai giocato. Serve a vedertelo da solo, ed è l'unica prova che conta: un rito che puoi rompere resta tuo, uno che non puoi rompere comanda lui. E dopo una vittoria non aggiungere mai un pezzo: è così che tre gesti diventano quindici