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Sotto di tre, la palla è tua

Chi vince smette di venirti a prendere e ti lascia la palla. Hai venti minuti per far vedere su cosa hai lavorato.

Fallo così

  1. Scegli due cose che il mister ti ha corretto.

  2. Mentre ti scaldi, ripetitele a voce. Due parole.

  3. Falle a ogni pallone, già dal primo tocco.

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Chi perde si tiene la palla.

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Luis, il founder

Luis · il founder

Sotto tre a zero al settantesimo il mister chiama te, e dalla panca: ti ha dato gli avanzi. E tu entri per far passare venti minuti?

Qui sotto c'è come scegli le due cose, e quali no.

Cosa succede davvero

Sotto di tre loro smettono di venirti a prendere e la palla te la lasciano. Venti minuti con più palloni e meno gente addosso.

Sono gli stessi palloni della partitella del martedì, quando il mister ti corregge. Per questo lì si vede subito se la correzione è entrata. E lui a fine partita il tre a zero l'ha già digerito: si ricorda chi ha fatto in campo quello che gli ha detto in settimana.

Dettaglio da pro

A fine partita non gli parli del risultato. Gli dici le due cose: «Mister, ho provato il primo tocco avanti e la corsa indietro, come le hai viste?» Gli stai dicendo cosa guardare, e lui si ricorderà quelle due, non i venti minuti.

E la partita non la aggiusti tu: niente giocate da eroe per salvare la faccia, è la trappola di chi entra da avanzo. Due cose a ogni pallone. L'eroe lo fai domenica prossima.

Fallo ora, passo per passo

Come le scegli, prima di entrare:

  1. La prima è quella che ti ha ripetuto più volte in settimana, col tuo nome davanti: più l'ha urlata, più la guarda. A pari merito, prendi quella di giovedì
  2. La seconda è una cosa che fai a ogni pallone: come ricevi, come ti metti, dove passi, la corsa indietro. Mai il gol o il tiro: in venti minuti magari non arrivano, e lui non ha visto niente
  3. Mentre ti scaldi te le dici a voce, due parole: primo tocco avanti, corsa indietro. E al primo pallone che tocchi fai la prima, anche fosse un passaggio da tre metri

Quali no: una cosa che non ti ha mai corretto, e una che ti ha corretto ma che ti viene già. Le due giuste sono quelle in cui ti ha visto sbagliare.